FESTA PER IL SALUTO AL PROF. MARIO VARIATI
Sabato 10 giugno 2006 (ultimo giorno di scuola), alle ore 10, davanti alla sede del
liceo è stato festeggiato il preside, prof. Mario Variati, che ha annunciato di
essere in procinto di andare in pensione dopo 40 anni di insegnamento e 18 anni trascorsi al Marconi.
Ecco alcune immagini della festa.
La "Gazzetta di Parma" ha dedicato all'avvenimento un articolo che si può leggere
cliccando sull'immagine sottostante (file jpg 861 KB).
Per chi lo desiderasse, qui sotto è riportato il testo dell'articolo.
Dopo 40 anni nel mondo della scuola, ieri il congedo dagli alunni.
E loro, i 1500 studenti del liceo, gli hanno preparato una festa a sorpresa,
con tanto di striscioni e una coppa in regalo
Arrivederci "Super Mario"
L'ultima campanella di Variati: il Preside del Marconi va in pensione
La Germania può attendere. Perché a Parma l'immagine di un campione che alza la coppa è già
stata scattata. Ieri al Marconi. Quando "super Mario" Variati, preside del liceo da 18 anni e da
40 nel mondo della scuola, è stato portato in trionfo dagli alunni nel giorno della sua ultima
campanella.
Per comunicare la decisione, sofferta, di andare in pensione, la settimana scorsa ha
peregrinato in tutte le 65 classi: sulle spalle un bagaglio di emozioni e commozione che a volte
l'ha tradito e che ha contagiato ragazzi e insegnanti. Perché Mario Variati, 64 anni, è davvero
"super Mario": un preside amatissimo, che su entusiasmo, buon senso e sensibilità ha tessuto il
legame con migliaia di studenti parmigiani.
E se il suo annuncio ha sorpreso tutti, i ragazzi hanno ricambiato con una festa scoppiata ieri
mattina senza che lui si accorgesse dei preparativi. E che preparativi! Una strada chiusa su
autorizzazione del Comune, 1500 studenti ad acclamarlo sotto la sua finestra e striscioni che
recitavano "Quo vadis Mario?" e l'enorme "Santo subito". E poi la coppa: alzata sopra la testa
e vinta al mondiale più bello: quello dei rapporti umani.
"Sono senza fiato per questa dimostrazione di affetto così grande - racconta, con il fazzoletto
sempre a portata di occhio lucido -. Non avevo mai visto tutti i 1500 ragazzi insieme e oggi
(ieri, ndr), mi hanno fatto questo regalo, Non riuscivo a capacitarmi che fosse vero.
Significa che in questi anni, pur nel rispetto dei ruoli, è nato un rapporto di grande
comprensione umana".
"Era arrivata l'ora di smettere - confida Variati:, ma non scappo dal Marconi. Se qui mi
fossi trovato male questi ultimi giorni sarebbero stati più semplici". E invece no: tutti lo
vogliono salutare, e ogni volta è più dura. "Cosa mi mancherà di più? Il sentirmi compreso dai
ragazzi. Per loro mi sono sentito come uno zio. Ho provato a interpretare il mio ruolo in modo
non troppo burocratico, cercando di vedere sempre negli alunni dei giovani, con i loro bisogni,
le loro necessità e anche i loro errori da correggere". Di momenti belli, difficili, divertenti,
emozionanti, ne ha annotati molti sul libro dei suoi 40 anni a scuola. "Ho gioito ogni volta in
cui gli studenti sono emersi in qualche disciplina o nello sport, ma ancora di più quando ho
visto un ragazzo in difficoltà superare i suoi problemi. I momenti più brutti, invece, tutte
le volte in cui ho dovuto punire un alunno". L'ultima giovedì: il ragazzo che ha creato un
"piccolo incidente" in classe farà "un lavoro socialmente utile: ridipingere le pareti dell'aula".
Ma "Super Mario" si commuove soprattutto quando ricorda quel "ragazzo difficile, che ci ha dato
tanti problemi e oggi è uno stimato professionista. A distanza di anni l'ho incontrato e mi
ha detto: "Se non fosse stato per lei sarei finito a drogarmi sotto un ponte".
Queste sì, sono emozioni".
Cosa farà ora? "Mi impegnerò nel sindacato, e magari mi incontrerete a leggere la Gazzetta in
un parco". Intanto si gode la sua coppa. E l'arrivederci dei suoi alunni: "Ti salutiamo con un
sorriso".
Chiara Cacciani
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Aggiornato il: 30 giugno 2006
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