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Un Po di sostenibilitàIl 30-5-2012, al Teatro al Parco, l'evento scenico RACCONTI DAL PO - una conferenza creativa conclude il progetto "Un Po di sostenibilità" che il Liceo Marconi ha realizzato in collaborazione con CIDIEP.RACCONTI DAL PO In scena: GIACOMO BAIOCCHI, NICOLA CASSANDRO, NICOLA FERRI, MATTEO GHIRETTI, IRENE MANCINI, M. ELENA VILLIRILLO Regia: MARIANGELA DOSI Coordinatrici del progetto: ROSALBA LISPI, GIOVANNA MAMBRIONI Rappresentazioni:
Racconti dal Po nasce dal progetto di educazione ambientale Un Po di sostenibilità reso possibile grazie al contributo di CIDIEP, Centro di documentazione,informazione,educazione ambientale e ricerca sull'area padana. Le tematiche inerenti l'ecosistema acquatico del Po sono state approfondite attraverso incontri con gli esperti del progetto Life Pianura Parmense che hanno fornito una documentata conoscenza dei processi di rinaturalizzazione dei luoghi fluviali attraverso il reimpianto di prati, siepi, canneti e boschi ripari, al fine di ricostruire gli habitat delle specie minacciate e reintrodurre piante tipiche, divenute ormai rare.
Si è potuto constatare quanto siano complesse le attività di ripristino e quanto sia necessario porre alla base delle attività antropiche una profonda conoscenza dei meccanismi della natura, per una reale ecosostenibilità. L'uscita si è conclusa con la visita all'azienda agrituristica Argaland a Cascina Bodriazzo di Zibello: il giovane gestore ha raccontato la storia dell'azienda,il contatto con la terra e la natura,l'attività agricola impostata nel rispetto dei ritmi e degli equilibri regolati dal fiume. L'esperienza ha evidenziato che il rapporto tra uomo e fiume, basato sulla valorizzazione di tradizioni, storia e cultura, può tradursi in attività economiche moderne, per un recupero sostenibile del Po. Proprio la riflessione sull'importanza del legame uomo-fiume è il tema centrale dell' evento scenico Racconti dal Po. La narrazione inizia dal mito: un tempo uomo e fiume vivevano in armonia, poi l' uomo è diventato onnipotente e ha smesso di credere alla divinità del fiume. Un tempo sul Po le cascine erano sovraffollate di gente spesso povera, a volte affamata, e le fiabe mostrano bene i segni della fame. Gli uomini facevano mestieri umili: ghiaiaroli,navaroli; le donne erano lavandaie e mondine, nelle stalle c'erano i bergamini. Oggi la fame non c'è più, ma l'avvento della tecnologia ha provocato lo spopolamento e il vuoto nelle terre del Po. Eppure il Po è ancora dentro tutte le cose, è il principio motore di tutti i processi vitali, l'asse intorno a cui ruota l'economia agroalimentare del territorio. Un tempo erano tante le specie viventi che abitavano il fiume, molte sono scomparse o, come il luccio, sono diventate rarissime. E se ci sono persone pronte a pensare che "ai rospi si può anche rinunciare", in noi c'è la consapevolezza che non si può rinunciare a niente, perchè per ogni specie che si estingue si avvicina la morte dell'ambiente vitale di cui l'uomo fa parte. Racconti dal Po è centrato su una ricerca di cultura e tradizioni per conservare e definire la nostra identità: si è andati avanti con la testa voltata all'indietro, come i canottieri del Po che remano, remano, ma non possono sapere dove vanno, perché guardano indietro, ma alla fine quel che conta è avere remato.
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